Trentatre anni di pittura
Mostra antologica di Rosario Bellante.
Catalogo con introduzione di Giovanna Cardini.
Merlino Bottega d'Arte, Firenze. 9 giugno - 2 luglio 2011
Conosco piuttosto bene Rosario, artista tenace nell’allenare i sensi a cogliere dovunque sia la bellezza e con la buona abitudine di circondarsi delle opere di grandi maestri non solo nel campo della pittura, ma anche in quello della musica, del cinema e del teatro. In nome dell’arte, vive e respira ogni giorno: “Non toglietemi questa, altrimenti sono morto”, l’ho sentito dire più di una volta.
La sua casa, nel pieno centro fiorentino, pullula d’insoliti gioielli, frutto del suo e anche dell’altrui ingegno, messi insieme in modo da creare un delicato sistema, mai lasciato al caso, che nasce da interventi sapienti e originali; il suo modo di dipingere rispecchia esattamente il modo in cui vive, continuamente alla ricerca di equilibri sottili, accurato e meticoloso.
Forte di una straordinaria capacità tecnica che non può lasciare indifferenti, Rosario tratta i particolari delle sue opere come fa quando cucina per gli amici: pur non trascurando niente di ciò che appartiene alla tradizione, si concede sempre e comunque l’assoluta libertà di osare e di sperimentare il nuovo.
Merlino Bottega d’Arte dedica alla sua inesauribile creatività una mostra antologica che vuol essere un ripercorrere insieme alcuni dei momenti più importanti della sua ricerca, dal giorno in cui ha cominciato a dipingere fino ad oggi. Dopo aver esposto la sua prima tela in Germania, a soli ventidue anni, Rosario Bellante si trasferisce a Firenze, trasformando l’inguaribile passione per la pittura in un vero e proprio mestiere; e già in quella prima opera, una marina che poi regalerà al padre, manifesta la sua intima relazione con la natura che ritorna, dopo un lungo periodo dedicato alla figura umana, negli ultimi paesaggi.
Che dir di loro? A me pare che parlino da soli, mi sembra sempre che l’artista sia entrato in un tronco per disegnare l’albero e che si sdrai sull’erba tutte le volte che dipinge i suoi fiori; ho sentito dire più di una volta, dai pittori stessi, che l’uso del verde non è affatto semplice da gestire sulla tela, ma Rosario usa verde su verde con assoluta disinvoltura, li sperimenta accostandoli tutti senza pietà, senza destare nessun dubbio. Chi lo conosce riesce a cogliere l’insolito contrasto fra la sua indole mite e riservata e la forza che imprime in ciò che rappresenta; personalmente, amo molto il rosso delle sue sanguigne, e anche quelle donne sedute e in attesa di qualcuno o di qualcosa che arriverà, forse. O forse no, va bene lo stesso, l’importante è esserci comunque vadano le cose, perché accogliere la vita ha questo come unico fine.
In tutte le sue opere, Rosario Bellante riesce a celebrare ciò che vive con leggera allegria, conservando sempre lo spirito giocoso di colui che ama andar assaporando ciò che incontra per condividerlo generosamente con chi ha voglia di partecipare alla festa. L’eterna festa colorata di chi guarda tutte le cose attraverso la luce brillante dei propri occhi.
Giovanna Cardini
da 1 a 5 su 10
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olio su tela, cm 50 x 60 |
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